RECENSIONI

La Sindone a Torino

RECENSIONI

Daniela

su "La Sindone a Torino"
Si estrae dal tuo scritto, un garbato e profondo senso della fede con il quale vorresti avvolgere chi legge, senza però invadere o forzare la libera scelta di ognuno, cosa che apprezzo e condivido in pieno. Davvero profondo, ammirevole, gentile e rispettoso il tono con cui hai condotto il pensiero man mano che prendevano corpo concetti, dati storici, dibattiti.

Bianca

su "La Sindone a Torino"
Ho letto con estremo interesse questo libro e ne sono rimasta coinvolta fin dall’inizio e dall’Introduzione. Si sente immediatamente che l’Autore Dott. Marco Ginatta ha specifiche competenze di tipo scientifico-tecnico. Ogni argomento è trattato in modo breve e conciso ma specialistico e chiaramente comprensibile. Ho particolarmente apprezzato che venga specificato subito (dal Cap. 2.1 al 2.31) “Cosa l’immagine della Sindone non è”. E’ molto circostanziata la spiegazione scientifico-tecnica sui particolari dell’immagine(intensità in negativo, non sul retro-telo, volto, assenza pollici, ecc…) che mi ha comunicato moltissime conoscenze a me ignote circa le ultime prove suffraganti l’autenticità della Sindone. In questi anni ho letto e sentito di tutto sulla Sindone cioè le più disparate opinioni suffragate da “prove” (?!) citate come inconfutabili. Nei Cap. 3 e 4 sono elencate le deduzioni da osservazioni e analisi scientifiche affidabili e convincenti anche le caratteristiche tecniche della Crocifissione. Successivamente sono dettagliati i procedimenti di studio dell’immagine con sistemi attuali che utilizzano le più aggiornate tecnologie-laser non deleterie e invasive. Nel Cap. 7 “Meccanismo radiativo di formazione dell’immagine” è citato il gruppo di ricerca dell’ENEA di Frascati, Dott. Paolo di Lazzaro (fisico e dirigente) i cui eccezionali risultati recenti sono stati ottenuti con il laser a eccimeri. L’immagine è tridimensionale, per produrla ci vuole “una fonte di radiazione molto grande” ! Nel Cap. 9.9 c’è la sintesi delle prove che evidenziano le torture subite. Le indagini scientifiche, per fortuna, continuano senza fermarsi ! Mi aveva quasi-indignato il rilievo che era stato dato ai risultati delle prove di analisi con il C14 da cui sarebbe stata tratta la conseguenza di un’origine medioevale, prove citate come definitive ! Ho apprezzato particolarmente come l’Autore, con argomentazioni tecniche indiscutibili, abbatta tutti i capziosi ragionamenti. per esempio: i campioni prelevati non erano puliti, i 3 laboratori si comunicarono fra loro i risultati e l’elenco prosegue con altre violazioni dei protocolli e delle prassi. Per giunta un falsario medioevale non avrebbe potuto avere assolutamente le competenze tecniche per produrre tale risultato. Io sono credente e questo studio scientifico-tecnico ha illuminato di luce nuova la mia Fede. E’ straordinaria la corrispondenza dei risultati con le narrazioni dei Vangeli! Condivido completamente la frase dell’Autore: “Nel corso dello studio, e alla fine, ho avuto la sensazione di stare credendo più intensamente di prima”. Proprio ciò che sento io ora, dopo avere letto questo libro.

Stefano

su "La Sindone a Torino"
Come tanti cristiani (e ancor più numerosi agnostici), sono scettico sull’autenticità di troppe reliquie e ho riso con Erasmo da Rotterdam sulle innumerevoli ossa che ogni santo importante avrebbe lasciato in giro. Confesso che tale scetticismo di fondo lo provavo, prima della lettura del librino di Marco Ginatta, anche per la sindone. Non è forse vero che una ventina di anni fa eminenti esperti di radiodatazione hanno dichiarato che il reperto è medievale, probabile opera di un falsario? L’autore procede a smontare questa diffusa opinione, movendosi principalmente su due piani: il riesame critico dei risultati scientifici noti e l’indagine quasi giudiziaria dei moventi e delle abilità tecniche di un presunto falsario medioevale. Al termine della lettura, resta il mistero di come l’immagine del corpo crocifisso si sia fisicamente formata su telo. Scartata con motivi convincenti, la pittura e l’impronta diretta del corpo, l’autore, appoggiandosi a studi recenti sulla fisica dei laser, accenna alla possibilità che una grande energia elettromagnetica abbia impresso l’immagine senza toccare le fibre del lino. La scienza prima o poi ci darà la risposta!

Crescere

RECENSIONI

Giorgio Cannella, Avvocato

su "Crescere"
Il testo si indirizza a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla fisiologia umana senza avere alle spalle degli studi specialistici in materia. Con un linguaggio semplice e divulgativo, l’autore induce nel lettore la riflessione a mano a mano più pressante sulla origine della perfezione dei processi fisiologici umani.

Mauro Stenico, Ph.D. (Fornace, Trento)

su "Crescere"
Libro di grande leggibilità e interesse, nel quale vengono illustrate, in maniera sintetica ma chiarissima, le “magnifiche complessità” dell’essere umano. L’Autore lascia intendere come uno studio antropologico non possa esimersi dal discorso sull’anima umana, oltreché, come tradizionalmente viene fatto, sul corpo. L’uomo, infatti, è un essere “incarnato”, è, tomisticamente parlando, materia (corpo) più forma sostanziale (anima). Un’antropologia riduzionistica tende invece a concepire l’essere umano quale materia con caratteristiche mutate (e mutevoli) nel corso del tempo a seconda del luogo, dei contesti e delle usanze sociali. Se si parla di “spirito” dell’uomo, si intende tutt’al più qualcosa di (forse) qualitativamente più elevato della materia, ma che è comunque un derivato di quest’ultima. Nel volume si affrontano questioni intriganti come la formazione dell’embrione nel grembo materno, un embrione che è “persona” fin dal principio, e le straordinarie strutture complesse – eppur funzionanti – di occhio umano, cuore, polmoni, lingua e molto altro. Naturalmente, non manca una breve analisi della conformazione fisica del cervello, rispetto al quale la “mente” – che dà vita al mondo del “pensiero” – risulta qualcosa di qualitativamente differente, proprio come la forma differisce dalla materia. L’uomo in altre parole, non si riduce a mera struttura fisica, essendo la mente – e il pensiero – irriducibile a un organo fisico quale il cervello, che è certo fondamentale per la manifestazione esteriore del pensiero, ma non fondante il pensiero in sé, che è un mondo altro dal fisico e dalla materia. Sul rapporto fra corpo e anima, l’Autore rimanda ad approfondimenti successivi che non possono non appassionare chiunque ami la filosofia e, perché no, la scienza biologica e antropologica. Interessante, infine, anche la tematica del “linguaggio”. Per concludere, raccomando caldamente la lettura del nuovo volume di Marco V. Ginatta.
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